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Mutui

 MUTUI

Mutui - L’acquisto della casa diventa possibile per il 78% delle famiglie

I mutui hanno prezzi in discesa da anni con tassi d’interesse ai minimi e un aumento lieve del reddito disponibile. Complice anche il calo di rendimento del Bund tedesco, a giugno l’indice Eurirs ha raggiunto ulteriori minimi portando il costo medio dei mutui a tasso fisso all’1,68%. Ma anche l’Euribor, con il quale si calcolano le rate dei mutui a tasso variabile, è sceso allo 0,39%, il livello più basso di sempre. Non solo: dal momento che i mercati sono convinti che la Banca centrale europea taglierà il tasso sui depositi, le rate dei variabili scenderanno ulteriormente. Tradotti in cifre, questi numeri risultano ancora più significativi: chi stipula adesso un mutuo di 130 mila euro da pagare in 20 anni, rispetto a gennaio vedrà un risparmio di 300 euro all’anno. E per quanto riguarda i mutui a tasso variabile? Entro la fine del 2019 il risparmio dovrebbe riguardare anche loro, con una diminuzione di 7-10 euro al mese sulle rate residue, sempre nel caso di mutui di 130 mila euro. E se la Bce decidesse di tagliare il tasso sui depositi non di 10 ma di 20 punti, allora anche i risparmi per i mutuatari potrebbero raddoppiare. Sono quattro i fattori principali che permettono alle famiglie di accedere più facilmente all’acquisto della casa e di conseguenza a sostenere il mercato residenziale:

1. La ripresa delle compravendite

Dal 2014 le compravendite sono in ripresa e nel 2018 hanno segnato un +6,5%, raggiungendo quota 578.647 scambi come confermato dal Rapporto annuale dell’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. Secondo l’affordability index elaborato dall’Abi, la quota di famiglie che possono acquistare un immobile nel 2018 è salita al 78%, a differenza del 2012 quando solo il 47% dei nuclei poteva permettersi l’acquisto. Si tratta di un dato generale che non cancella le difficoltà d’acquisto delle famiglie più giovani, solitamente con reddito inferiore alla media e spesso composte da lavoratori precari. 

2. Continuo calo dei prezzi

Se il mercato è in salute dal punto di vista delle compravendite, lo stesso non si può dire sulfronte dei prezzi che, dopo i forti cali registrati dal 2011 al 2016, vivono una fase distagnazione (con tendenza ancora negativa) anche negli ultimi anni.Tuttavia questo trend si può almeno in parte giustificare con il fatto che il recupero degliacquisti (avvenuto anche grazie alle quotazioni ai minimi) non ha ancora recuperato il crollo accusato con variazioni negative ben maggiori di quelle che nello stesso periodo hannoregistrato i prezzi (come risulta evidente dal confronto dei due indici sintetizzati nel grafico alato). A questo scenario va poi aggiunto il perdurare della crisi – con una crescita ai minimi e inflazione vicina allo zero – e il sostanzioso aumento della tassazione dal 2011 (leggi Imu), anno dal quale il calo dei prezzi è stato più evidente, con una conseguente erosione del patrimonio delle famiglie già proprietarie.

3. Acquisti e fatturato

La regione che ha visto l’incremento più elevato di compravendite è l’Emilia Romagna (+11,3%a fronte di un peso del 9% sul totale degli scambi); seguono Marche (+10,2%) e Veneto (+10%). Oltre un quinto degli acquisti avviene in Lombardia (+6,5% annuo). Il Rapporto fornisce poi quella che viene definita «una stima di larga massima» del valore delle compravendite, basata sulla banca dati delle quotazioni Omi, pari a oltre 94 miliardi (+5,2%annuo, che sale al +9,4% a Nord Est), 53 dei quali riferiti al Nord (oltre il 56%). Scende invece di 2.100 euro il “fatturato medio”, ovvero il prezzo della singola unità compravenduta, pari a162.900 euro: dai quasi 200mila euro delle regioni centrali (che registrano però il calo unitariomaggiore, -5.100 euro) ai 115.600 euro delle isole. La superficie media delle case acquistate è circa 106 mq, anche se il taglio maggiormentediffuso si conferma compreso tra i 50 e gli 85 mq (quasi 180mila scambi) e la crescita maggiore si è avuta per le superfici sotto i 50 mq (+7,4%) e per quelle sopra ai 145mq (+7,3%).

4. Calo della domanda dei mutui

Nonostante il quadro positivo, nel primo quadrimestre dell’anno la domanda di nuovi mutui è in calo: questo si ripercuote sulle erogazionidiminuite del 6% su base annua. Proprio nel momento in cui sarebbe più vantaggioso stipulare un mutuo, dunque, agli italiani sembra mancare la fiducia necessaria.

Fonte: Emiliano Sgambato, Il Sole 24 ORE –  27 maggio 2019 e Laura Fabbro, Immobiliare.it

Cresce la quota di prestiti per l’acquisto della prima casa

Continua il periodo di tassi a buon mercato per i mutui, che continuano a sostenere la domanda immobiliare degli italiani, restii a separarsi dal mattone come forma di bene rifugio e investimento, soprattutto in periodi in cui sono frequenti i venti di instabilità finanziaria, come nel caso dell’attuale, ennesima, fiammata dello spread tra Btp e Bund. Surroghe ai minimi, sale la prima casa Anche se la domanda di finanziamenti è complessivamente in calo (dell’8% nel primo trimestresecondo le istruttorie monitorate da Crif) questo trend sembra dovuto soprattutto alle surroghe, diminuite secondo i dati di MutuiOnline.it ai minimi dal 2013 (a quota 34,3% deltotale delle richieste rispetto al 46,8% dello scorso anno).Spicca invece «l’accelerazione delle richieste di mutuo – sottolineano da MutuiOnline.it – perl’acquisto della prima casa, passate al 54,8% del totale dal 43,2% dell’anno precedente, tornate così sui massimi degli ultimi sei anni».

Fonte: Fiaip News24, numero 66 – Giugno 2019

Mutui agevolati per giovani coppie e famiglie numerose

Giovani coppie, famiglie numerose, persone con difficoltà economiche: chiunque appartenga a una di queste categorie può accedere a mutui e prestiti a tasso agevolato per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Questo tipo di agevolazioni, disponibili anche per le famiglie con un disabile a carico, sono rese possibili dall’istituzione del Plafond Casa, fondo nato dalla convezione tra Associazione bancaria italiana e Cassa depositi e prestiti.

Il mutuo erogato con Plafond Casa prevede fino a 250 mila euro per comprare un immobile ad uso residenziale e 100 mila euro per lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico. Queste due opzioni possono anche essere ottenute in contemporanea, all’interno di un mutuo dalla durata variabile in base alle tipologie di intervento previste: si passa infatti da 10 anni per semplici operazioni di rinnovo a una durata massima di 30 anni se si prevede l’acquisto della casa.

Come si accede alle agevolazioni

Per usufruire di un mutuo o un prestito garantito da Plafond Casa è sufficiente recarsi allo sportello di una delle banche convenzionate, come Intesa Sanpaolo, Ubi Banca o Unicredit. La domanda dovrà essere presentata tramite la compilazione di un modulo fornito dallo stesso istituto di credito e sarà necessario avere con sé anche la certificazione dello stato di famiglia.

L’iter da seguire non risulta poi molto differente rispetto a quello per l’erogazione di mutui e prestiti ordinari. In questo caso, però, Cassa depositi e prestiti ha messo a disposizione una cifra pari a 3 miliardi di euro: il credito viene erogato fino a esaurimento delle risorse disponibili, per un massimo di 150 mila euro per ogni istituto di credito aderente.

Fonte: Giulia Dallagiovanna - Immobiliare.it

Vince il tasso fisso, mutui con durata più lunga

Il tasso fisso continua a dominare lo scenario, con l’82,9% di richieste registrato in aprile (80,7% nel periodo gennaio-marzo): si tratta del nuovo top dal primo trimestre 2015. La quota del variabile nel frattempo è scesa al 15,3% dal 17,1%. Stesso movimento per le erogazioni a tasso fisso, aumentate all'89,4% dall'86,3%, e per quelle a tasso variabile (al 9,6%dall'11,9%).

«L’orizzonte più accomodante delle politiche monetarie – è il commento di MutuiOnline.it – ha favorito le richieste di mutui con durate lunghe, con la durata ventennale che si conferma la più utilizzata sia per le richieste che per le erogazioni».

Ancora in salita – per il quarto anno consecutivo - l’importo medio erogato, a 127.483 euro nel2019 dai 124.780 dell’anno scorso, in progressivo recupero verso i massimi del 2010-2011. Da notare anche la graduale riduzione della differenza tra importo medio richiesto ed erogato, che si distaccano ormai di poche migliaia di euro e denotano una maggiore finanziabilità delle esigenze della clientela da parte delle banche. Per quanto riguarda i tassi, che ormai da diverso tempo viaggiano sui minimi storici, l’Osservatorio mette in evidenza la riduzione dello spread tra il tasso fisso e quello variabile. Prendendo in considerazione le rilevazioni annuali della media per i mutui a 20 e 30 anni, risulta che quest’anno il tasso fisso – in costante ribasso dal top del 6,02% registrato nel 2012– viene indicato all’1,85%, in calo dall’1,92% del 2018. Il variabile, per contro, è salito allo0,88% dallo 0,83% dell’anno scorso e il divario si è ulteriormente ridotto in aprile, con i tassi medi rispettivamente all'1,80% e allo 0,90%.

Fonte: Emiliano Sgambato, Il Sole 24 ORE – 15 maggio 2019

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